giovedì, 15 maggio 2008
Faccio fatica a ricordarmi che in questo momento il problema preminente in Italia è la sicurezza.
Certo, sono i nomadi il principale guaio italico.
Devo convincermene anche quando assisto al licenziamento inatteso ed immediato del mio amico R. da parte della società per la quale ha lavorato per più di 16 anni.
Senza una parola da parte della dirigenza che finge di non sapere.
Senza una giusta causa, perché a casa mia la "chiusura di una posizione" è un errore sintattico.
Dopo sedici anni di lavoro una persona diventa una posizione che si può chiudere?
Dopo sedici anni di lavoro una persona diventa un costo da abbattere?
Forse per problema della sicurezza si intende che ora il lavoro sicuro non esiste più, da ogni punto di vista.
Ma fortunatamente in Italia per un uomo di 42 anni con due figli a carico non è un problema trovare lavoro. Perché trovare lavoro non è un problema di sicurezza.
sabato, 10 maggio 2008
Mentre mia moglie è costantemente alla ricerca della prova definitiva della superiorità totale delle donne sugli uomini, come ad esempio che quest'ultimi stanno male quando si ammalano, io mi sono preso una settimanella di licenza da me stesso e dalla realtà, passata a leggere il numero 38 su un display e a contare le mille sfumature di un malessere che ti riduce ad un ossobuco che non è in grado neanche di far capire alla moglie che anche gli uomini stanno male pur continuando a lavorare. A volte.
Intanto mi domando quale peccato abbia commesso per vedermi precluso il piacere della primavera da quest'allergia che mi sbatte in faccia il cartellino rosso della vita...
Forse non avrei dovuto dubitare della superiorità totale delle donne?
martedì, 29 aprile 2008
La notte scorsa ho sognato un'inondazione.
L'inizio, con le pozzanghere che via via diventavano sempre più profonde e vaste e la fine, a constatare i danni del palazzo che andava a pezzi.
Ancestrali reminiscenze di superficiali conoscenze dell'interpretazione dei sogni suggeriscono un presagio di incidenti, problemi in arrivo.
Sono arrivati, nell'ordine: l'alluvione notturna di mia figlia (
*) e l'arrivo del sindaco di destra a Roma.
L'ottimismo mi dice che ormai il peggio è passato. Anche perché quale altra catastrofe ci si può aspettare? Schifani presidente del Senato?
Naaaa... sarebbe eccessivo persino per il peggior incubo!
lunedì, 28 aprile 2008
I preparativi di una festa sono sempre importanti, nulla deve essere lasciato al caso.
Anche la casa ne risente, spostate un paio di cose e la stanza cambia prospettiva.
Il lavoro nobilita l'uomo e lavorare insieme a mia moglie nobilita la coppia, ma il trucco c'è anche se non si vede, perché è dalla zia.
La festeggiata è una vera regina, si sveglia tardi e fa il suo ingresso con passo regale: il trascinamento di terga.
E son tutte rose e fiori, dal mare e dal prato. Pance ripiene e tramezzini avanzati, torte con panna sciolta e bambini che fan loffe in scioltezza.
Ma ogni festa è destinata a finire. Gli invitati sgocciolano via e ci si ritrova soli con la moglie ad affrontare le ultime insidie del campo di battaglia. Un quisquilia per una squadra affiatata che anela il momento del riposo.
Ed è bello ritrovarsi vicini e sereni, soddisfatti dalla bella festa.
Ma ignari, completamente ignari, che Murphy non si riposa mai!
Così, ancora una volta, mandiamo a memoria che a Murphy basta una singola, trascurata disattenzione per rovinarti la festa.
mercoledì, 16 aprile 2008
Il nano ha dichiarato che sarà a Napoli "tre giorni a settimana" per risolvere il problema rifiuti. Ha capito che i suoi uomini rappresentano un problema?
Non so. L'unica cosa certa è che ora possiamo sperare nel Vesuvio!
martedì, 15 aprile 2008
Ha vinto l'antipolitica.
Al governo ci sono 2 non partiti.
Un'azienda e un gruppo di cialtroni che continua ad esistere solo per l'esposizione mediatica, a cui poco importa dell'Italia (uno di loro ha ammesso di utilizzare la bandiera italiana per nettarsi il suo lato B), ma che ha cuore solo le sorti del proprio orticello. Che chiamarlo orticello a Malpensa gli si fa pure un complimento.
martedì, 15 aprile 2008
OH! Finalmente ci siamo tolti di torno quegli inutili idealisti!
Ha vinto l'antipolitica!
Finalmente possiamo fare quello che ci pare! LIBERTA'!
Ed ora via! Al lavoro! Dobbiamo rimettere in moto l'Italia!
Finalmente possiamo ristrutturare il Colosseo senza nessun ostacolo! Lo ri ristruttura, gli si rimettono gli infissi e lo si vende! Ed ecco trovati i soldi per risolvere i problemi!
Problemi? Roba del passato! Un passato che porta i colori dell'arcobaleno...
...
SGRUNT!
Si nota che sono incazzano nero?
venerdì, 11 aprile 2008
Oggi ho passato le mie ultime 2 ore bloccato nel traffico per andare a lavoro.
Ma non mi hanno turbato, anzi le ho passate serenamente perché sapevo che sarebbe stata l'ultima volta che mi sarei trovato in mezzo al traffico.
Dalla prossima settimana ci sarà una nuova Italia.
Ho seguito le principali trasmissioni politiche e, dopo un sofferto travaglio, ho deciso che avrei votato.
Ma non mi venite a fare la predica sul fatto che votare è importante e il bla bla bla del voto utile. Utile per chi? Per il famoso meno peggio?
Ormai siamo così abituati a turarci il naso che possiamo primeggiare nelle competizioni di apnea!
Ma, non so come, mi hanno fatto cambiare idea, quindi voterò.
Perché so che il domani sarà migliore.
Chi indovina il voto giusto non dovrà più pagare le tasse, avrà la benzina gratis e non farà la coda sul raccordo.
Sì, perché verrà abolito pure il traffico.
I precari non dovranno neanche lavorare per avere lo stesso salario dei loro manager.
Sarà sempre primavera.
E soprattutto: le donne non partoriranno più con dolore.
Sempre che Ferrara decida che possano ancora partorire...
Ad maiora.
martedì, 01 aprile 2008
Lo slogan della Sabre, il cliente dove lavoro, recita:
"Sabre, the Power Behind You"
Mentre quello di EDS, il principale fornitore tecnico della Sabre, fa:
"Behind your Success There's EDS"
Ma a voi non da fastidio sapere che abbiamo sempre qualcosa o qualcuno dietro il culo?
mercoledì, 19 marzo 2008
Ho appena letto della morte di Arthur C. Clarke.
E per me è come se fosse morto un nonno. Il nonno che ti racconta le storie e ti spiega come funzionano le cose.
Suoi sono i primi libri che ho letto. Le prime visioni del futuro.
Un visionario, che tra le altre cose ha scritto "2001 Odissea nello Spazio" ed inventato il concetto di satellite geostazionario.
L'ho sempre concepito come un eroe della tecnologia, che riusciva a vivere da nabbabbo a Sri Lanka grazie ai proventi dei suoi brevetti e dei suoi scritti.
Buon viaggio Arthur. Ci incontreremo su Rama.
lunedì, 17 marzo 2008
Viviamo tempi difficili.
Quindi basta buonismi e parliamoci francamente: la vita matrimoniale è dura!
Eccovi quindi alcuni consigli da seguire per evitare di cadere nella trappola e per non trasformarvi in quegli squallidi quadretti a la Mulino Bianco.
1. La comunicazione. FONDAMENTALE!
Da ridurre al massimo.
Cosa cazzo avete da dirvi dopo tutti questi anni? Dovrebbe bastarvi il sopracciglio per farvi capire.
Se avete qualcosa da dire o da commentare, o semplicemente qualche emozione da esternare tenetevela per voi. E' importante mantenere dentro di sé uno spazio personale.
2. Comodità.
Ve l'ho detto che la vita è stancante, quindi appena possibile mettetevi comodi. Ad esempio, la notte quel vecchio pigiama va più che bene e se sentite freddo la maglietta sotto il pigiama è esattamente quello che ci vuole.
Il look trendy lasciatelo ai tronisti e alle veline: qui non c'è tempo da perdere con queste quisquilie!
3. Risparmio energetico.
Basta con gli sprechi!
Ormai lo si legge anche sui cioccolatini che l'energia sta finendo. Quindi quella che si ha non occorre sprecarla: non fate mai nessun lavoro in casa se non strettamente necessario.
Per ora fatevi bastare queste perle. E poi non venitemi a dire che non vi avevo avvertito!
martedì, 26 febbraio 2008

Il nostro cervello spesso ci prende in inganno, ad esempio tu credi di vedere un manipolo di idioti bolliti ripresi mentre cantano sotto una doccia in un bagno con le pareti ad effetto ed invece stai guardando il festival di Sanremo.
La cosa si complica considerando che quello che credi di osservare cambia a seconda se a prenderti in giro è la parte destra o quella sinistra del cervello. No, con la politica non centra: se a prenderti per il culo è Uolter o il nano non fa nessuna differenza.
Un esempio ce l'avete qui sopra: voi guardate una macchia nera bidimensionale che cambia forma in maniera ciclica e il vostro cervello vi fa credere di assistere alle piroette di una ballerina.
Tu come la vedi girare? In senso
orario o
antiorario?
Se la vedi girare in senso orario ti fai gabbare dalla parte destra del tuo cervello e viceversa, se gira in senso antiorario chi ti inganna è la parte sinistra.
Ed ora la parte interessante:
chi sei.Facciamo così: dimmelo tu.
mercoledì, 20 febbraio 2008
Sei apparsa una sera di una vita fa,
quando ancora il mio futuro
aveva la forma di mille possibilità.
La stanza era buia,
rischiarata solo dalla luce fredda
che entrava da una finestra
affacciata su un mare elettronico
di chiacchiere e sorrisi.
Sei entrata da quella finestra,
con un abito ammaliatore
ed una strabordante, sensuale personalità.
Dei mille rivoli del mio futuro
tu iniziavi ad apparirmi sempre più chiara.
E da allora non mi basti mai.
giovedì, 14 febbraio 2008
Siamo avanti! Avanti a sinistra!
Il mio amico Luca mi ha mandato un vero cimelio. Una di quelle cose che ti fanno sorgere in testa la domanda:
"Ma qual è la differenza tra noi e il terzo mondo?".
Ma se non altro fa parecchio ridere!
Foto fatta col mio telefonino nei sotterranei del Policlinico Umberto I, mentre mi spostavo dal padiglione di Oculistica pediatrica verso le casse per pagare il TICHET, appunto....
giovedì, 31 gennaio 2008
Giusto per onor di cronaca: nonostante il mio ottimismo e la ferma convinzione non mi sono rotolato con le veline.
In compenso, stamattina è magicamente sparita una banconota da 50 euro.
Eh sì! La banconota se ne è stata per tutta la giornata indisturbata sopra il tavolo, dove la mattina l'avevo riposta per dare il mio misero contributo alle vicende familiari. Che gesto squallido!
Mia moglie l'ha lasciata li, guardandola di tanto in tanto durante la giornata come si guarda un tesoretto che non si sa come impiegare.
Poi di lei (la banconota solitaria) se ne sono perse le tracce.
Stamattina si era incerti se disperarsi o darsi la colpa a vicenda... ma poi ho visto la luce!
WOW! Un'altra occasione per essere ottimisti!
Ne sono convinto: credo, fortissimamente credo, che ora che arriva il nano, per ogni banconota persa ne cresceranno altre 10 sul giardino di casa!
In fondo era quello che dicevano sempre il Gatto e la Volpe. Come si fa a non fidarsi di quel che dicono due animali!? La natura ha sempre ragione!
venerdì, 25 gennaio 2008
Il governo Prodi è caduto.
Ma è rimasta in piedi una legge elettorale che fa schifo, che non consente agli elettori di scegliere il candidato.
In questo momento sento crescere la veridicità di una vecchia frase che dice:
La differenza tra la democrazia e la dittatura è che in democrazia tu voti e chi governa fa quello che vuole, mentre con la dittatura risparmi il tempo del voto.
Tristezza assoluta.
Rabbia.
Bruciori di stomaco.
Voglia di lasciare l'Italia.
Sono solo le prime emozioni che provo al pensiero del ritorno del nano al governo.
Ma occorre essere ottimisti!
Con l'impegno personale e la forte convinzione che il temuto non accada, il nano non tornerà più a governare l'Italia.
Ma è più probabile che questa notte la passerò a trombarmi le veline.
Ma occorre essere ottimisti!
L'ottimismo porta fortuna. Io ci provo:
"Credo fortissimamente che questa notte mi rotolerò senza sosta con le veline! Credo fortissimamente che questa notte mi rotolerò senza sosta con le veline! Credo fortissimamente che questa notte mi rotolerò senza sosta con le veline! ..."
giovedì, 13 dicembre 2007
"Addestriamo dei ragazzi a sganciare Napalm sulla gente, ma i loro comandanti non vogliono che scrivano "cazzo" sugli aerei perché è una parola oscena"
(Da Apocalypse Now)
Luttazzi, lo so che tu hai parlato di merda e non di cazzo. Non farne anche tu una questione di forma!
martedì, 11 dicembre 2007
Mi fa schifo apprendere che Daniele Luttazzi sia stato nuovamente cacciato via dalla televisione.
Schifo.
Vuol dire che certi argomenti non devono esser trattati.
Certe persone non devono essere messe in discussione.
Vuol dire che in italia vige ancora il fascismo.
Perché censurare le idee è fascismo.
Perché farsi scudo con la "morale" e della "decenza" è fascismo.
"Ma lui è volgare!"
Parlare di merda in televisione è volgare?
Beh... certo, la merda puzzolente che produce mia figlia fa schifo.
E il pensare a quel ciccione di Ferrara con la bocca piena delle feci di Previti, unto (oltre che dal suo stesso sudore) da un coro di urina di Berlusconi e di Dell'Utri fa un po' schifo.
Ma fa altrettanto schifo il sostegno schifoso di Ferrara alla guerra di Bush e del suo amico Berlusconi. Perché era di guerra che si parlava.
Che ipocrisia!
Si scandalizzano per la volgarità della merda e non per il fosforo bianco che è stato usato a Falluja.
Che ipocrisia!
Si può inneggiare alla guerra, si possono corrompere i giudici ed essere mafiosi ... ma non puoi parlare di merda: altrimenti vieni cacciato!
A proposito: la stessa battuta si trova scritta sul suo libro, in bella mostra sulle librerie. A quando il ritiro dal commercio del libro?
"Ma non fa ridere!"
Forse ora. Aspetta vent'anni!
Vuoi ridere ora? Ci penso io:
Alla facoltà di matematica viene organizzata una festa esclusiva per soli asterischi. Dopo vari asterischi, tutti molto eleganti, si presenta al buttafuori un punto, che chiede di entrare.
- Smamma, bello! Questa è una festa per soli asterischi, i punti non possono entrare!
- Tranquillo fratello! Non vedi che ho il gel?!?
venerdì, 02 novembre 2007
Una delle ultime immagini che ho di mio nonno paterno è quella di quando si faceva imboccare da mio padre. La forma della bocca che cercava di allungarsi e quella luce animalesca negli occhi. I gesti scarni di mio padre. Sguardi e gesti che mi ricordavano la semplicità del mondo contadino ai quali loro hanno appartenuto. Sostanza e nessuno spazio ai fronzoli.
E quel fare maschile di ignorare le emozioni. Di capirsi senza parlare.
Ho rivissuto queste immagini pochi giorni fa.
Mio padre che non cede alla moda dell'ozio ma al richiamo della terra è caduto dalla scala mentre stava raccogliendo le olive.
Giustamente il ramo ha ceduto proprio il giorno che io mi stavo impegnando ad oziare e a gustarmi il DVD di David Gilmour che mia moglie m'ha regalato: quasi a ricordarmi che alla mia età non posso più permettermi queste libertà ma devo prendermi le mie responsabilità.
(E non è detto che l'accento sulla a sia un caso).
Le responsabilità per ora non sono state nient'altro che fare l'autista, parlare coi dottori del pronto soccorso e organizzare il rientro a casa di quel colosso fratturato con gli onori della sirena dell'ambulanza.
Tralascio la fatica di seguire l'ambulanza in mezzo al traffico di Roma dopo che una sbarra ti impedisce lo scatto felino necessario a metterti con la tua utilitaria bradiposa dietro l'ambulanza rombante che partiva dalla sua corsia preferenziale all'uscita dell'ospedale e l'imbarazzo di dover pure fare il giro del palazzo perchè loro possono permettersi il lusso di potersi fermare in mezzo alla strada, io no. Vigile dixit.
Sono bravi quelli dell'ambulanza, ridono e scherzano con mio padre e fanno sentir sicura mia madre. Talmente bravi che mia madre si è sentita in obbligo di sbrigare le faccende danarose mentre io ero ancora intento a sistemare il culone dolorante di mio padre sopra il letto. Settantacinque euro senza ricevuta. Non me la son sentita di fare la ramanzina a mia madre ma dentro di me ho proiettato il film "evasori fiscali che bruciano mentre vengono impalati da grossi tronchi di frassino". Lo conosco a memoria per quante volte l'ho visto.
Ma è stato un piccolo, banale episodio che mi ha fatto l'effetto madeleine di Proust: far mangiare mio padre. Avvicinare la forchetta a quella bocca che si allungava a catturare il cibo, quello sguardo contadino.
Mi sono sentito parte di una catena familiare, che si tramanda il cucchiaio per imboccare il padre come in una staffetta da padre a figlio.
Ma io interpreto a modo mio il fare maschile: magari continuo ad usare poche parole, ma cerco di non ignorare le emozioni.
Così, approfittando della sua momentanea immobilità, ho accarezzato la testa di mio padre.
(E non è detto che l'accento sulla a sia un caso).
venerdì, 31 agosto 2007
Sono tornato a scrivere. Saranno in pochi ad accorgersene.
L'ultimo post risale a fine maggio, l'estate era solo una lista di auspici e aspettative, non era ancora arrivata la mail della commercialista che mi diceva quanto dovevo pagare di tasse e soprattutto non avevo ancora iniziato a lavorare.
Non aspettatevi che in questi cinque minuti rubati al lavoro io vi canti i blues di questi tre mesi.
Tre mesi passati...
... a lavorare,
... ad abbandonare la mia squadra di hattrick, fresca di promozione, che devo lavorare e non c'è tempo per i giochi di società,
... ad ascoltare musica,
... al mare,
... ad indossare finte crock,
... a rimettere mia figlia a letto dopo che è caduta,
... in macchina,
... a guidare con la patente scaduta,
... nei centri commerciali,
... a cercare di capire perché i soldi non bastano mai,
... ad uccidere formiche,
... a dormire dentro una casetta di legno (ripulita dalle formiche) dietro un piccolo palco dove alcuni sfigati cantavano e suonavano peggio di come potete immaginare,
... a cercare uffici pubblici in mezzo ad una Roma deserta per rifare la patente scaduta,
... a cercare un bar aperto per fare colazione la mattina che sono andato al comune a presentare la domanda di rinnovo della carta d'identità scaduta anch'essa,
... a cercare di non deprimermi perché i soldi non bastano mai,
... a leggere un libro che avrebbe dovuto leggere mia moglie,
... a cercare di non deprimermi mentre leggo il libro,
... ad montare la prima vera bicicletta di mia figlia e scoprire che ha lo sterzo duro da girare,
... a gioire per la prima volta che mia figlia galleggia da sola al mare della Calabria,
... a scoprire che Scalea è in provincia di Napoli,
... a sudare mentre cerco di capire perché dai rubinetti non esce l'acqua,
... a convincere mia figlia che deve farla nel water,
... a pagare bollette scadute perché ho il telefono staccato,
... a buttare la spazzatura,
... a tagliare il cocomero,
... a cercare di fare addormentare mia figlia,
... a fare passeggiate dopo cena con mia moglie che mi accompagna solo per farmi contento perché lei è stanca,
Non vi racconterò nulla di tutto questo; avevo solo voglia di sporcare questo foglio bianco. Per non sentirmi scaduto come i miei documenti.
giovedì, 24 maggio 2007
La via verso la redenzione è lunga.
Ma se strizzo l'orecchio riesco a sentire il garrito della bandiera del traguardo.
Ma quale traguardo?
Lo sanno pure le zanzare che iniziano a banchettare con le mie caviglie che ogni traguardo è solo il trampolino per una nuova partenza. Per un altro obiettivo da raggiungere.
Che la via della redenzione sia l'applicazione pedissequa del finalismo?
Il tempo è poco e non va sprecato nel far vibrare l'orecchio con volgari melodie senza valore.
Solo chi come
mia moglie ho già letto
tutti i classici e visto tutto quello che di interessante è stato messo su celluloide può permettersi di sprecare il proprio tempo e dilettarsi alla visione di
Cento vetrine.
Ma io sono ancora in debito formativo: e la bandiera del Jazz è il mio prossimo traguardo!
Ma a me non basta il semplice ascolto. Devo capire. Capire e contestualizzare.
Ma ho bisogno di essere guidato. Capito
Nematode?
Per ora mi avvicino al primo traguardo tornando indietro. Vado avanti col passo del gambero: son partito dalla fusion per avere qualche piccolo appiglio rassicurante nel rock. Ho rispolverato i Weather Report.
Poi Wayne Shorter mi ha portato dritto dritto a Miles Davis. Già lo conoscevo con Tutu ma...
Kind of Blue è stata la rivelazione!
Ripercorrere la sua discografia vuol dire far luce su gran parte delle tappe del Jazz.
Il jazz modale. Ho capito che il jazz modale mi piace. E' la dimostrazione che il jazz non è freddo come i superficiali si affrettano a dire.
Si perchè la faccia snob di questa musica porta a dire che
"il Jazz è come un peto. Piace solo a chi lo fa"Ma il jazz sa essere caldo. Passionale ed intimo.
Così caldo che si rischia di rimaner bruciati ascoltando
A Love Supreme di John Coltrane. La redenzione!
Ma cosa c'era prima del Jazz Modale? Il gambero torna indietro e scopre il
BeBop.
E qui ci si deve mettere il vestito dello snob, perchè nel bop non c'è posto per la banalità, la ballabilità e per i motivetti scontati.
E giù fiumi di accordi e cascate di improvvisazione.
Ci si diverte con Dizzy Gillespie, con i cinguettii di Charlie Parker e quel matto e maleducato di Thelonious Monk.
Ma non è con le liste dei musicisti che si va avanti.
L'apprezzamento di questa musica passa anche per il compiacimento nel riconoscere almeno un pugno di quelle innumerevoli citazioni sonore inserite nei brani.
Di accordi da metabolizzare ce ne sono a tonnellate. E la mia caratteristica digestione lenta ritarderà l'inevitabile ruttino.
Ma ora qualche anima pià che mi riporti nel presente e mi dica quello che vale la pena ascoltare degli ultimi anni.
Nematode... dico a te!
;-)
venerdì, 18 maggio 2007
Il momento è delicato.
Non c'è spazio per le esigenze personali.
La stanchezza non è presa in considerazione.
Tolleranza Zero.
Ma io sono inciampato in un errore.
Ho sbagliato. Mi dispiace.
Ti prego, non allontanarmi!
Il momento è teso.
Ma so cosa devo fare:
arrampicarmi su quel muro scivoloso che è la ricerca della redenzione.
lunedì, 14 maggio 2007
Nonostante la primavera io ho bisogno di tirar fuori il mio blues.
Sì, perché stamattina mi son svegliato ma avrei voluto continuare a russare.
Sì, io russo in 4/4. Ritmo costante. Solo il mio assolo di naso.
Urli e lamenti mi hanno strappato dal sonno.
Solo per amore allento la stretta dal mio cuscino.
Per fortuna che c'è mia moglie accanto a me.
Non ho ancora deciso se è più bella distesa o srotolata in tutta la sua altezza.
Ma stamattina non sono in vena di decisioni.
Ma è lei che forse è in cerca di emozioni.
E mi dice che non m'ama.
Non m'ama più!
Oh no!
Non m'ama blues!
sabato, 12 maggio 2007
Assopito nel torpore delle chiacchiere a base di puzze di pannolini, capricci di bimbe e favole splatter vengo risvegliato dal commento che recentemente
xThePunisher mi ha lasciato e dalla coscienza morale mostrata dalle miglionaia di bravi rappresentanti di famiglia che in queste ore stanno popolando Roma.
Oh! Un vero Rinascimento!
Che frasi pregne, pregnissime di significato!!!
"Solo con una famiglia naturale una nazione può ritenersi civile e pronta al futuro!"Vorrei sentire come commenta 'sta frase pregna quella ragazza, appartenente ad una famiglia naturale, figlia di quel padre naturale che per pochi euri e una bottiglia di birra la vendeva.
Ho due miei amici che sfortunatamente non sono così pregni, ma si limitano ad essere degli omosessuali. Non credo che loro sarebbero capaci di tutta la bontà d'animo necessaria a vendere una figlia. No! Loro non sono così civili!
venerdì, 11 maggio 2007
Tra le cose che un padre premuroso deve fare c'è il dover mettersi a studiare cosa dicono i cosiddetti esperti sulle favole. Gli esperti non deludono: dicono tutto, e alla pagina successiva, il contrario di quanto detto prima!
Ieri i nonni hanno regalato alla mia piccina riccioluta un bel libro con la storia di Bambi e, all'ora della nanna la mia bimba con gli occhi da cerbiatta, giustamente, mi dice "vojo libblo, leggi libbbrlo, voio bambi".
E nella penombra della sua cameretta inizia la lettura, tra colori bellissimi e personaggi simpatici ed innocui. Tutto procede per un sonno tranquillo quando quello stronzo di un cacciatore decide che la mamma di Bambi non ha il diritto di rimanere viva. Io ho cercato di glissare ma la mia bimba non è così scema da non accorgersi che Bambi per le due pagine successive era triste e che sua madre non c'era più!
E come era già avvenuto durante la prima visione dell'Era Glaciale: "'ov'è mamma? E mamma? 'ov'è mamma?"
A quel punto ho barato: avevo fame, la gola mi faceva male e volevo starmene un po' con mia moglie, per cui le ho raccontato la balla che la madre era finita all'ospedale ma che poi stava bene. Insomma l'happy ending.
Come previsto nel giro di pochi minuti l'infante era russante sotto le coltri. Al riparo da ogni male.
Ma il dubbio rimane: fino a che punto dovremmo tenere al riparo la piccina?
Come e perchè raccontare certe storie?
Posso capire le favole dove la maschera del male viene distrutta, come nel caso di Cappuccetto Rosso o Biancaneve.
Ma ditemi mai perchè devo spaventare mia figlia con storie terribili di bambini che vengono abbandonati nel bosco dai propri genitori, come in Hansel & Gretel.
Ma dove sono maggiormente e più frequentemente in difficoltà è nell'affrontare la morte.
Iniziando da tutte queste principesse che vengono credute morte e che invece no, dormono (vedi Biancaneve e la Bella Addormentata) per finire con le mamme che invece muoiono sul serio. Loro sì.
lunedì, 07 maggio 2007
E' facile adesso vantarsi e mostrandosi fieri e felici, magari davanti a fotografie con sette megapixel viste in 16:9.
Si dimentica presto come ci si senta inutili e impauriti, consumati dall'ansia dietro a quelle porte che ti vengono chiuse davanti la faccia.
Parlare della gioia del primo incontro con quel
piccolo esserino grigio sarebbe banale e riduttivo.
Perchè non è solo la gioia che si prova, la pancia rimane accartocciata finchè non si è testimoni oculari che anche l'essere che è stato aperto per tirare fuori quella piccola creatura sporca e delicata stia bene.
E bisogna tirar fuori la voce e sbattere i pugni per poter sciogliere quel nodo alla gola e riunire la coppia che solo poche ore prima dormiva abbracciata e tranquilla.
Sì, occorre battere i pugni e tanta determinazione per far aprire le porte chiuse e ottenere quello che si vuole.
Amore mio, spero tanto che insieme apriremo ancora tante porte!
venerdì, 06 aprile 2007

Mi è sempre piaciuta la tecnologia con quella spocchiosa presunzione dell'esattezza della scienza.
E, ovviamente, non credo agli oroscopi.
Ma questa primavera lo dicono tutti che è strana!
Mia moglie è all'ultimo mese di gravidanza, sempre ligia nel seguire la sua dieta e ultimamente si è trovata a preoccuparsi anche di cambiare la sua alimentazione per far crescere più velocemente quella polpettona ballerina che si trova nella panza.
Perché con i potenti mezzi della tecnologia, un ecografo ultra computerizzato, una simpatica dottoressa ha misurato tutto il misurabile della suddetta polpettona e ha decretato che quest'ultima pesa troppo poco: 1,6 Kg con un'approssimazione del 10%. Statisticamente troppo poco per l'età gestazionale. Quindi
"mangi tanta carne rossa e ci rivediamo tra due settiamne".
Nel frattempo io vengo colto da un furioso sfogo pruriginoso segno probabile di una qualche sorta di allergia. Ma il primario di allergologia non si preoccupa della mia allergia ma si concentra sulla più pressante pressione: 180/110. Improvvisamente divento una specie di supereroe con questo strano potere: l'ipertensione!
Il mattino seguente, lo stringato oroscopo di Radio2 annuncia svogliatamente:
Sagittario: attenzione alla pressione e all'alimentazione. Un'occasione per me e mia moglie, due sagittari D.O.C., per scambiarci uno sguardo divertito.
Ieri mattina mia moglie va a farsi fare l'ecografia per controllare se e quanto è cresciuta la pupa. L'ecografo ritto nella sua fiera tecnologia sentenzia: 2,05 Kg. Bella notizia! Ma la dottoressa, questa volta una antipatica, aggiunge al referto un paio di brutti termini che per saperne il significato siamo dovuti ricorrere a Gughel e regala alla mia altissima moglie qualche commento ad effetto, giusto apposta per confonderle le idee e per farla tornare a casa con un'abbondante dose di ansia e paura.
Stamattina lo stringato oroscopo di Radio2 è stato particolarmente stringato, solo 3 parore da carpire al volo:
Sagittario: giornata sì.
Figurati! Con le catastrofi annunciate ieri! Tzk! Gli oroscopi...
Come consigliato, oggi, si ritorna dal ginecologo per commentare il referto. Alterato, chiede di ripetere l'ecografia, questa volta da una dotteressa fidata, alla porta accanto. Mai visto il ginecologo così preoccupato. Di nuovo nel corridoio ad aspettare con le paure e le ansie che montavano. Finalmente sotto l'ecografo, l'occhio indagatore capace di vedere e misurare anche la minima scoreggia del feto. La dottoressa ripete due volte le misurazioni e per due volte la macchina predice un incoraggiante 2,45 Kg. (Fateme capi': 'sta regazzina passa in due settimane da un chilo e sei a due chili e quattro? E soprattutto dall'oggi al domani mia figlia ingrassa di quasi mezzo chilo?). Un'ansa sola risulta mostrare iperecogenecità (!?), per il resto: tanto riposo e bere tanta acqua.
Esattamente come l'acqua le ansie e le paure si sciolgono e scorrono via.
Usciamo contenti dall'ambulatorio e ad aspettarci lo spendore degli alberi in fiore illuminati dal sole dorato di primavera.
Sagittario: giornata sì.
giovedì, 05 aprile 2007
Ho bisogno di contatti empatici.
Ma con l'esposizione ci vado cauto.
Preferisco interagire con i miei sensi col sorriso della
Belladdormentata, con l'entusiasmo di
Lemoni o con quella montagna sovrappeso di simpatia che è
popAle piuttosto che mettermi in mostra e raccontarmi in un soliloquio troppo spesso inconcludente, come si fa col blog.
Ma basta una cena per far rinascere l'entusiasmo e la magia del conoscere persone nuove è di nuovo pronta a solleticarmi.
Ho detto solleticarmi, che di prurito ne ho avuto abbastanza!
giovedì, 15 febbraio 2007
Oggi un mio amico mi ha segnalato questo articolo:
http://tinyurl.com/33fsg7In breve: un giovane blogger egiziano è stato arrestato per quello che ha scritto nel suo blog. Prontamente il mondo democratico si è mobilitato: ecco il relativo indirizzo per sottoscrivere la petizione di liberazione:
http://www.petitiononline.com/KAmer/L'ho fatto, la libertà di parola va difesa.
Un modo civile per farsi sentire. E anche parecchio comodo: un paio di click, scrivi il tuo nome, il tuo indirizzo email – cose che chi bazzica in internet riesce a fare ad occhi bendati – e in 30 secondi hai la sensazione che insieme si possa cambiare il mondo e sconfiggere le ingiustizie.
Ma in bocca mi rimane il sapore dell'ipocrisia, col classico retrogusto della superficialità.
mercoledì, 14 febbraio 2007
San Valentino è una di quelle feste che mi è stata sempre indigesta.
La festa degli innamorati!
Ma cosa diavolo significa la festa degli innamorati?
Che bisogna spendere un pensiero e/o fare la festa agli innamorati perché loro sono le fondamenta delle famiglie di domani? (Sì, vabbè, lasciamo perdere i Dico). Ma se così fosse la nostra casa società dei consumi ci consiglierebbe di manifestare questo pensiero speso spendendo quattrini in stupidi regalini alle coppiette che più ci sono vicine.
Invece no! I regalini se li fanno tra di loro i fidanzatini, che a San Valentino si ricordano, grazie ai preziosi ed utili consigli per gli acquisti, che il loro amore val bene una cena, una scatola di cioccolatini, un piccolo peluche, un vivace mazzo di fiori.
E nessuno vuole esimersi dalla giostra. Perché è più facile comprare il regalino che infilarsi nel ginepraio del "se non gli faccio il regalino penserà che non l'amo abbastanza" - "lo so che tu mi ami e che questa storia dei regalini è solo una menata commerciale ma a cena fuori col lume di candela mi ci potevi portare!"
Quando ero un giovane ed orgoglioso single, insieme ai miei amici manifestavamo il nostro disgusto per questa stupida festa con la cena dell'anti-san-valentino.
Ovviamente era sempre una battaglia da combattere quella di trovare un ristorante con un tavolo disponibile a noi.
Non ci siamo mai soffermati abbastanza sull'ipocrisia e l'inutilità del nostro gesto.
Oggi, sposato, con prole e con la vita sociale praticamente devitalizzata, il San Valentino potrebbe essere l'occasione per passare una sera romantica con mia moglie.
Basterebbe un po' di organizzazione nel trovare la baby sitter per la piccina. Ma poi penso alla nostra baby sitter di fiducia.
— Ciao F., stasera potresti venire da noi per stare con Romana? Noi vorremmo uscire!
— Cioè...
(sì, la nostra baby sitter è giovane e si sa che i giovani utilizzano il "cioè" come incipit)
— Cioè... oggi è San Valentino!
Intendendo dire: "Senti babbione, ma mi hai vista? Non vedi che sono una giovane gnocca? E tu pensi davvero che io sia disposta a sprecare un San Valentino per stare con la vostra bambina che molto probabilmente alle 21:30 starà già dormento rendendomi la serata noiosissima?!? No, non basta il vostro super-mega-televisore! Io voglio uscire col mio fidanzato e coltivare il mio sogno d'amore!"
No, non posso proprio biasimarla. E non potrei neanche convincerla proponendogli tanti soldi: ho a malapena la possibilità di pagare il mio di San Valentino, figuriamoci se posso permettermi di pagare anche quello di una giovane coppia di fidanzatini. E poi il mio sogno d'amore è già stato realizzato.
Credo proprio che se voglio evitare il ginepraio di cui sopra dovrò rifuggiarmi in un mazzo di fiori.